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FONTI NORMATIVE LAVORO DOMESTICO

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FONTI NORMATIVE SUL LAVORO DOMESTICO

In forza del disposto dell’art. 2068, secondo comma, cod. civ. i rapporti di lavoro concernenti prestazioni di carattere personale e domestico erano sottratti alla disciplina del contratto collettivo. Tali prestazioni vennero, quindi, disciplinate con alcune norme inserite nel codice civile (artt. 2240-2246) e con la legge 2 aprile 1958, n. 339.

La Corte Costituzionale con sentenza n. 68/1969 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il suddetto secondo comma dell’art. 2068 cod. civ., consentendo così l’avvio della contrattazione collettiva di settore.

Le fonti di disciplina del rapporto sono dunque le seguenti:

a) Costituzione, in particolare gli artt. 36, 37, 38 e 40;

b) legge 2 aprile 1958, n. 339, che trova applicazione solo nel caso di rapporti di almeno quattro ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, integrata dagli artt. 2240-2246 cod. civ. e dal R.D. n. 1825/1924 sull’impiego privato (art. 98 disp. att. cod. civ. e art. 21, L. n. 339/1958);

c) artt. 2094-2134 cod. civ. per gli aspetti non regolati dalle precedenti disposizioni, inquanto compatibili con la specialità del rapporto (art. 2239 cod. civ.);

d) legge 29 maggio 1982, n. 297 sul trattamento di fine rapporto;

e) D.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1403 per gli aspetti previdenziali;

f) contrattazione collettiva.

Eventuali pattuizioni tra le parti sono valide solo quando siano più favorevoli al lavoratore,prevalendo sulla legge e sul contratto collettivo.

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